A MARGINE DEL MEDITERRANEO ANTIRAZZISTA 2011


...pensando già all'edizione del 2012

ImageCome sempre partiamo dai numeri: 4 giorni, 4 sport, 10 campi, 7 categorie, 26 gironi, 164 squadre, più di 650 partite, più di 1800 gol, più di 1400 giocatori, 13 responsabili di campo, 1 radio, 0 ammonizioni, 0 espulsioni.

E come sempre Vucciria, Tunisia, Noce, Campo Rom, Zen, Equador, Falsomiele, Sudan, Cep, Brasile, Marinella, Bangladesh, Capo, Nigeria, Albergheria, Ghana, Kalsa, Etiopia... a segnare i punti di una possibile mappa di Palermo fatta di flussi e non di barriere.

Quest'anno anche ospiti speciali da fuori la Sicilia: i ragazzi di Scampia, ormai gemellati con noi da tempo, che con la Bandabaleno aiutavano a ballare la samba sui campi da gioco; e una bellissima novità dalla Roma meticcia: i ragazzi di Metropoliz, che avevano ospitato pochi mesi prima una tappa on the road romana del Mediterraneo antirazzista e che non potevano mancare, anche a costo di passare qualche brutta avventura di viaggio. Per noi è stato un enorme piacere poterli avere accanto per tutta la manifestazione.

Va detto che arrivare alla quarta edizione di una manifestazione che si regge semplicemente sugli sforzi organizzativi di un gruppo ristretto di persone è già di per sé un enorme successo, non raggiungibile senza l'entusiasmo e la collaborazione di tutti coloro che ormai aspettano il Mediterraneo antirazzista come un appuntamento fisso di inizio estate, inventandosi ogni volta modi nuovi di partecipare e preparandosi tutto l'anno per migliorare le prestazioni degli anni precedenti.

Perché una cosa è certa: se non si giocasse anche per vincere non si onorerebbero i motivi veri della manifestazione, se si giocasse per finta, se non si prendessero sul serio le partite, allora verrebbe meno anche l'importanza dell'incontro, parola che contiene già al suo interno il doppio significato di competizione sportiva e di relazione che nasce.
Ma che lo sottolineiamo a fare? Non si è mai visto al Mediterraneo antirazzista qualcuno che non abbia esultato dopo un gol, proprio come si fa tanto ai mondiali quanto nel campetto sotto casa con la palla di cartone. Il vero miracolo è che questo da noi è stato sempre accompagnato dalla massima correttezza e da grande rispetto dell'avversario.

E così ci sono squadre che sono già arrivate alla quarta edizione e squadre al loro esordio assoluto... e c'è anche chi, ormai, ha dato vita a vere e proprie polisportive antirazziste con squadre di pulcini, esordienti, adulti, femminile e di pallavolo...

 

In ogni caso non sono mancate le novità: già nei due mesi precedenti era infatti partito il Mediterraneo antirazzista on the road che ha fatto tappa al Cep, a Falsomiele, al Foro Italico, allo Zen, alla Magione, all'Albergheria e, come dicevamo, anche a Roma per moltiplicare nei territori momenti in cui coniugare sport e diritti e in qualche caso anche per recuperare aree abbandonate al fine di riappropriarsene in modo creativo.

Come è successo a Ballarò in cui, grazie all'incontro con gli abitanti del quartiere e con ALBERgheriLLa: I Giardinieri di Santa Rosalia all'Albergheria, dove prima c'era una discarica adesso c'è piazza Mediterraneo. Dopo settimane passate a pale e carriole è così nato al centro di Palermo un gioiellino con aiuole e fiori, dove prima invece c'erano soltanto cataste di immondizia.

 

ImageE' stato naturale quindi che la festa inaugurale di questa edizione si tenesse proprio nella nuova piazza Mediterraneo con tanto di parata per il quartiere, musica, concerti, cena con una tavolata di centometri con le taverne di Ballarò unite, e anche un dibattito dal titolo Mediterraneo come bene comune con testimonianze dalla Tunisia, da Lampedusa e dalla Libia e un collegamento telefonico con la Freedom flotilla in partenza verso Gaza, per affermare con forza che il destino del Mediterraneo deve essere nelle mani dei suoi popoli e che non ci sono né dittatori, né guerre, né frontiere che possono riuscire ad assopire il desiderio di libertà.

Dopo un inizio del genere era quasi impossibile riuscire a rovinare la festa. Ci ha provato però (senza riuscirci) l'Assessorato allo sport del comune di Palermo che, a fronte di una domanda presentata e accettata tre mesi prima, ci ha comunicato a meno di tre giorni dall'inizio delle gare, che la struttura del Diamante di Fondo Patti, in cui si doveva tenere questa edizione dei mediterranei, sarebbe stata occupata per una partita del campionato di Baseball, sport che ovviamente non si può giocare in altra struttura e che ha calendari federali programmati con largo anticipo. Non ci sembra quindi che sia un compito così arduo, soprattutto per un ufficio stracolmo di impiegati, riuscire a verificare la disponibilità di una struttura che ha tendenzialmente un unico impiego programmato da mesi, eppure l'assessore se n'è accorto appena tre giorni prima, implorandoci a quel punto di ripiegare sul Velodromo. Proposta che, lo ribadiamo, abbiamo accettato esclusivamente per rispetto degli altrui impegni sportivi, non certo per assecondare l'incompetenza e il pressapochismo dei nostri amministratori.
Va da sé che tutto questa ha comportato per noi, se non altro, l'impegno  di avvisare 164 squadre in meno di una giornata. Roba da dodici fatiche di Asterix!

E così anche quest'anno il Mediterraneo antirazzista si è svolto al Velodromo ImagePaolo Borsellino, struttura che, ci duole costatarlo, abbiamo trovato in uno stato di sempre maggiore degrado ed abbandono. Un po' per la cassaintegrazione degli operai della Gesip e un po' perché si tratta di una struttura in fase di dismissione. Già da tempo si parla dell'interesse di Zamparini a costruire lì il nuovo stadio del Palermo, nello stesso asse in cui stanno già fiorendo come funghi i suoi nuovi centri commerciali. Sarebbe davvero triste e breve la storia di questa struttura, durata appena vent'anni, di cui si poteva e si potrebbe fare un uso più pubblico e maggiormente integrato con la vita dei quartieri che lo circondano.

ImageChe è esattamente quello che da anni proviamo a fare noi: riempirlo di gente che può, almeno una volta l'anno, sentire propria una struttura che dall'esterno aveva sempre visto come una piramide inaccessibile. Sta di fatto che non sappiamo se l'anno prossimo il Velodromo esisterà ancora, né tanto meno dove terremo la prossima edizione del Mediterraneo antirazzista, confidiamo comunque che l'assessore decida entro la sera prima. 

 Si allunga infine, il palmares del Mediterraneo Antirazzista. Quello dei tornei che ha visto le vittorie degli Amalipè per gli adulti, della San Filippo Neri per la fascia Pulcini, della Rinascita Zen per gli esordienti e della Time Out per il girone femminile.

Ma anche quelle dei riconoscimenti speciali, come la targa antirazzismo ai Laici comboniani protagonisti insieme al Forum antirazzista di un'importante stagione di lotte ed accoglienza; la Targa Mediterraneo come Bene comune al gruppo Albergherilla, la Targa Jibril Habib a Santa Chiara,Targa Simpatia ad Ubuntu, e quella  On the Road a Metropoliz. 

Ma la vera vittoria è arrivata per tutti all'indomani, quando è stato chiaro che la maggior parte degli italiani aveva affermato con determinazione, andando a votare ai referendum, che non tutto è mercificabile e che esistono diritti come l'acqua, le energie rinnovabili, la salute e la giustizia che sono irrinunciabili.

Prima, durante e dopo ogni incontro era stato ripetuto in ogni modo che la partita più importante era quella in cui andare a mettere quattro sì. Perché, ancora una volta, giocare al Mediterraneo antirazzista vuol dire soprattutto giocare per i diritti di tutti e per tutti i diritti, costruire nuove città possibili e ridisegnare territori solidali, insomma, vivere il nostro Mediterraneo come bene comune.